Il Paradiso delle Signore, la verità storica dietro la soap di Rai1: luoghi e persone che l’hanno ispirata

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

Pubblicato: 25 Dicembre 2025 10:22

In questi anni, Il Paradiso delle Signore è diventata una delle soap più amate dal pubblico di Rai 1, con storie d’amore, intrecci familiari e drammi sociali che si muovono attorno a un grande magazzino di moda nella Milano degli anni ’50 e ’60. Ma quanto di questa fiction è realmente radicato nella storia e nei luoghi del nostro Paese? Dietro l’eleganza delle Veneri, gli spazi del magazzino e le atmosfere d’altri tempi, si nascondono riferimenti reali a fenomeni culturali, economici e urbanistici che hanno segnato la Milano del dopoguerra e il costume italiano. Scopriamo di più.

Il Paradiso delle Signore tra grandi magazzini e la Milano del boom
La trama de Il Paradiso delle Signore ruota attorno al grande magazzino che dà il titolo alla serie, un luogo di lavoro, moda e costume dove si intrecciano le vite e le storie di chi vi lavora (e non solo). Sebbene il negozio specifico della fiction sia frutto di invenzione narrativa, l’idea stessa di un grande emporio di moda a Milano trae forte ispirazione dalla storia dei primi grandi magazzini milanesi del Novecento, in particolare La Rinascente. Questo grande magazzino, fondato alla fine dell’Ottocento con il nome di Magazzini Bocconi (poi rinominato “La Rinascente” grazie a Gabriele D’Annunzio) rappresenta uno dei riferimenti principali della fiction, trattandosi appunto di un simbolo del nuovo modo di vivere il consumo e la moda nella Milano del dopoguerra.

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Alla meravigliosa Rinascente vanno poi ad aggiungersi altri luoghi simbolo della moda milanese del tempo: da Piazza Duomo alla Galleria Vittorio Emanuele II, fino a Via Montenapoleone e Corso Venezia. La scelta di ambientare la serie negli anni ’50 e ’60, d’altronde, non è casuale: è questo il periodo del boom economico italiano, quando l’industrializzazione, la crescita urbana e il cambiamento dei modelli di consumo trasformano profondamente la società. Il grande magazzino nella fiction non è solo un luogo di lavoro, ma un microcosmo sociale dove la moda diventa strumento di espressione individuale e collettiva, specchio dei cambiamenti culturali in atto e del grande periodo di emancipazione.

Il Paradiso delle Signore, dalle ‘Veneri’ all’aristocrazia milanese
Dal punto di vista dei personaggi, la fiction porta sul piccolo schermo anche la divisione sociale dell’epoca tra le Veneri e i Sant’Erasmo. Le giovani commesse del Paradiso rappresentano la nuova borghesia urbana e, soprattutto, le donne in ascesa sociale degli anni ’50 e ’60. Sono giovani provenienti spesso da famiglie popolari o piccolo-borghesi che, grazie al lavoro, conquistano indipendenza economica, visibilità e un ruolo pubblico in una società ancora fortemente patriarcale. Storicamente, le commesse dei grandi magazzini milanesi erano uno dei primi esempi di lavoro femminile stabile e “rispettabile” fuori dall’ambito domestico. Indossavano divise curate, parlavano con una clientela medio-alta, apprendevano le regole del gusto e del comportamento borghese.

La famiglia Sant’Erasmo, al contrario, rappresenta chiaramente l’alta aristocrazia italiana, legata alla tradizione, ai titoli nobiliari e a un’idea di prestigio ereditato. Nella fiction, il loro mondo è fatto di palazzi, salotti esclusivi, regole sociali rigide e una distanza evidente dal lavoro manuale o commerciale. Dal punto di vista storico, questa rappresentazione è molto fedele: negli anni del dopoguerra l’aristocrazia italiana viveva una fase di ridimensionamento. Conservava ancora status e influenza sociale, ma doveva fare i conti con l’ascesa di imprenditori, industriali e professionisti, ovvero la nuova élite borghese legata al denaro e al merito più che al sangue.Il Paradiso delle Signore, anticipazioni lunedì 23 dicembre: la ...