Cambio programmazione TV: Io sono Farah ridotta dopo il flop
Un colpo di scena che pochi si aspettavano, ma che ora è ufficiale: Io sono Farah non ha convinto il pubblico del prime time di Canale 5. Dopo settimane di attesa, grandi aspettative e una promozione importante, la soap turca si trova costretta a fare i conti con numeri impietosi. Gli ascolti sono scesi sotto la soglia psicologica dei 2 milioni di spettatori, fermandosi intorno al 13% di share, un risultato giudicato insufficiente per una prima serata così strategica. Mediaset ha deciso di intervenire senza esitazioni, dimostrando ancora una volta di non avere pazienza quando il pubblico non risponde. A partire dal 3 febbraio 2026, la serie verrà ridotta: non andrà più in onda fino a tarda notte, ma terminerà alle 23:15, segnando di fatto un ridimensionamento che suona come una bocciatura.
La decisione non è solo tecnica, ma profondamente simbolica. Io sono Farah era stata presentata come uno dei titoli di punta della stagione, una storia intensa, carica di dolore, passione e colpi di scena, capace – almeno sulla carta – di catturare gli spettatori amanti dei grandi melodrammi. Eppure qualcosa si è spezzato lungo il cammino. Forse una narrazione troppo cupa, forse una programmazione troppo aggressiva, o forse un pubblico ormai saturo di storie sofferte e complesse. Il risultato è stato un progressivo calo di interesse, puntata dopo puntata, fino alla scelta drastica di accorciare la messa in onda. Una ferita aperta per i fan più affezionati, che ora temono ulteriori tagli o addirittura una chiusura anticipata.
Al posto di Io sono Farah, Mediaset tenta la carta del rilancio con La forza di una donna, altra soap turca che negli ultimi mesi ha dimostrato di saper costruire un rapporto più solido con il pubblico. Subito dopo le 23:15, Canale 5 darà spazio ai nuovi episodi della serie, nella speranza di trattenere gli spettatori e risollevare una serata che rischiava di perdere mordente. Una mossa studiata nei dettagli, che rivela una strategia chiara: puntare su ciò che funziona e sacrificare ciò che non garantisce risultati immediati. Il prime time diventa così un terreno di continua sperimentazione, dove non c’è spazio per l’indulgenza e ogni titolo deve dimostrare il proprio valore settimana dopo settimana.
Ma Io sono Farah non è l’unica vittima di questo terremoto televisivo. Anche la fiction Colpa dei sensi, con Gabriel Garko e Safroncik, saluta prematuramente il prime time. Nonostante un debutto promettente e una buona curiosità iniziale, la serie non avrà una seconda stagione. Mediaset ha già deciso: solo tre puntate complessive, con il gran finale fissato per venerdì 13 febbraio. Una chiusura definitiva che lascia l’amaro in bocca a chi sperava in uno sviluppo più ampio della storia. Ancora una volta, i dati Auditel hanno parlato più forte delle intenzioni creative, decretando la fine di un progetto che avrebbe potuto avere ben altro respiro.
Questi cambiamenti raccontano molto più di una semplice revisione di palinsesto. Raccontano una televisione sempre più guidata dai numeri, sempre più veloce nelle decisioni e sempre meno disposta a rischiare nel lungo periodo. Mediaset reagisce in tempo reale ai risultati, cercando di ottimizzare l’engagement del pubblico e massimizzare l’efficacia degli investimenti pubblicitari. È una logica spietata ma inevitabile, che trasforma il prime time in una sorta di arena dove solo i più forti sopravvivono. Per gli spettatori, resta il senso di instabilità e la consapevolezza che, oggi più che mai, anche le serie più attese possono essere ridimensionate o cancellate da un momento all’altro. E mentre Io sono Farah continua il suo percorso, più breve e più fragile, una domanda resta sospesa nell’aria: quanto tempo serve davvero a una storia per trovare il suo pubblico, in un mondo televisivo che non sa più aspettare?